High and Low: vent’anni di studio, immagini e prospettive impossibili
High and Low: vent’anni di studio, immagini e prospettive impossibili

Un'esplorazione a lungo termine ispirata da High and Low di M.C.Escher, dove fotografia, video e geometria dello spazio convergono.

Alcuni progetti non nascono per essere rapidi. Hanno bisogno di tempo, di sedimentare, di tornare ciclicamente, accompagnando il modo in cui cambia il nostro sguardo sullo spazio e sulla percezione.
Il mio lavoro ispirato a High and Low di M.C. Escher è uno di questi.

1. Studiare High and Low

Nei primi anni 2000 mi sono documentato approfonditamente sui disegni preparatori di High and Low, attraverso monografie e testi critici dedicati a Escher. Ciò che mi interessava non era il risultato finale in sé, ma il percorso logico e geometrico che lo rendeva possibile.

Nota

Non cercavo di imitare Escher, ma di comprendere il suo metodo.

2. Prospettiva doppia e visione panoramica

La doppia prospettiva di High and Low rientra naturalmente nella logica delle immagini panoramiche e 360°, un linguaggio con cui ho una lunga dimestichezza e che rappresenta una parte centrale del mio lavoro professionale. Questo legame ha reso immediatamente evidente che la litografia non era solo un’opera da osservare, ma una struttura spaziale da attraversare.

3. Architettura, punto di vista e simulazione 3D

Blender simulazione Escher

La vera difficoltà non era tecnica, ma concettuale: capire quali architetture reali potessero sostenere la logica di High and Low e dove collocare il punto di vista corretto. Solo grazie alle simulazioni in 3D ho potuto comprendere il principio che rende possibile la resa fotografica e video.

Intuizione chiave

Il progetto è diventato realizzabile solo quando la geometria è stata compresa nello spazio tridimensionale.

4. I contributi realizzati

Attualmente il progetto High and Low si concretizza in quattro contributi principali: tre fotografie e un video. Ogni lavoro esplora la stessa struttura prospettica attraverso mezzi diversi.

Sestri Levante

Sestri Levante

Il primo lavoro è stato realizzato a Sestri Levante, una volta individuata l’architettura e il punto di vista corretti. Oltre alla scelta del luogo, è stato necessario sviluppare soluzioni artigianali per portare la fotocamera a un’altezza compresa tra i 5 e i 7 metri.

I vicoli di Mare

Ceriale

Il secondo scatto approfondisce il rapporto tra interno ed esterno, tra osservatore e osservato. La prospettiva di High and Low diventa uno strumento per riorganizzare lo spazio reale, mantenendo coerenza geometrica e ambiguità percettiva.

N°79

N°79

La terza fotografia amplia ulteriormente il campo visivo grazie all’uso di ottiche sempre più grandangolari e fotocamere full frame, portando la costruzione prospettica verso una maggiore complessità visiva.

Video – High and Low in movimento

Con l’introduzione dell’ottica fisheye circolare Canon 8–15 mm ho iniziato a esplorare la possibilità del video. Dopo numerosi test e demo tecniche, nel 2022 ho trovato la location ideale in un paese di montagna. La presenza delle persone in scena rende evidente il rapporto tra alto e basso, elemento centrale della visione di High and Low.

Milano, la mostra e l’intervento

maurizio al mudec

Durante la mostra dedicata a Escher al Mudec di Milano, al termine del percorso espositivo è possibile lasciare un disegno o una sensazione su dei post-it.

Sono tornato appositamente per inserire una versione grafica di un fotogramma del mio video, accompagnata da un QR code che conduce a una pagina dedicata e  ottimizzata per smartphone.

Guarda la pagina web dedicata

Sguardo al futuro

Sono fiero di vedere come High and Low continui a stimolare nuove idee creative.

Sto lavorando a una versione Live dell’esperienza, pensata per essere condivisa con quante più persone possibile, e per la quale sono alla ricerca di partner: musei, agenzie di eventi, spazi espositivi.


Parallelamente, gli stimoli creativi si stanno ulteriormente ramificando. Sto studiando nuove visioni, con approcci e rese finali ancora diverse, che richiederanno almeno un altro anno di studio.


High and Low, per me, non è un’opera da citare: è un territorio da attraversare, ancora e ancora, da prospettive sempre nuove.